Corso Ashtanga Yoga 1 livello Fabio Martella

16.08.2019

L'Ashtanga Vinyasa Yoga è una forma di Yoga dinamico, che ha alla base la sincronizzazione di movimento e respiro (Vinyasa). É caratterizzato ogni volta dall'uso della stessa serie di posizioni. Con la combinazione del respiro controllato e delle contrazioni di alcune parti del corpo (bandha}, di posizione in posizione, si determina un grande calore interno. Questo calore vi farà sudare, determinando una purificazione fisica.

La serie iniziale è chiamata Prima Serie (Yoga Chikitsa} ed è stata pensata per rinforzare, allineare e aprire il corpo e la mente.
L'Ashtanga Yoga richiede un certo sforzo, ma gli effetti che risultano dalla pratica regolare sono un corpo morbido, leggero e forte.


L'Ashtanga Yoga, così come insegnato da Sri K. Pattabhi Jois, si basa su di un sistema scientifico, il cui testo di riferimento e lo "Yoga Korunta", un antico testo di Rishi Vamana riportante le famose parole "Oh yogi!

Non praticare gli asana senza vinyasa".

Nello Yoga Kurunta vengono descritte le ragioni e i vantaggi degli asana.

II vinyasa significa letteramente "sistema di respiro in movimento" e il sistema si basa sulle seguenti regole:
1. Esiste un numero specifico di respiri per ogni volta che si entra e si esce dalla posizione (asana).
2. Sincronizzando i movimenti con il respiro Ujjayi e le contrazioni di determinate parti del corpo, chiamate Mula Bandha e Uddiyana Bandha, si determina un grande calore interno che purifica muscoli e organi interni. Ciò porta ad ottenere un corpo forte e leggero.
3. Vinyasa significa collegamento da asana ad asana all'interno di una serie specifica.
4. II Vinyasa regola il respiro e determina una più efficace circolazione sanguigna.
5. II sistema Vinyasa rinforza ed allinea il corpo.
6. Nel focalizzarsi sul lavoro con il corretto numero di vinyasa, la pratica diventa concentrata, il respiro si fa ritmico e il corpo diventa forte e la mente calma.

L'ASHTANGA YOGA DI SRI K. PATTABHI JOIS

Praticato correttamente, nel giusto ordine, porta il praticante a riscoprire le sue potenzialità in tutti i livelli della coscienza umana - fisico, psicologico e spirituale. Attraverso questa pratica del giusto respiro (Ujjayi Pranayama), delle posizioni (Asana) e della concentrazione dello sguardo (Drishti), raggiungiamo il controllo dei sensi e una profonda consapevolezza di noi stessi.
Nella costanza della pratica, eseguita con regolarità e devozione, si acquisterà la stabilita del corpo e della mente. "Ashtanga" letteralmente significa "otto passi".
Questi passi sono descritti da Patanjali come: Yama (astinenze), Nyama (osservanze), Asana (posture), Pranayama (controllo dell'energia attraverso il respiro), Pratyahara (ritiro dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione) e Samadhi (contemplazione).
Questi passi interagiscono I'un I'altro. L'asana è la base di una corretta pratica del pranayama ed è la chiave dello sviluppo degli yama e nyama.

Quando si saranno appresi bene i primi quattro passi, che sono quelli relativi al nostro rapporto con I'esterno, si otterrà I'evoluzione spontanea degli altri quattro, focalizzati sullo sviluppo interiore.