Ashtanga Yoga

Provenendo dalle arti marziali il principio per cui la conoscenza del proprio corpo è la base per essere grandi guerrieri, è stato sempre ben radicato in me. Lo yoga permette di identificare il punto più nascosto dell'organismo, come un vero e proprio specchio interiore, per questo motivo ha fatto sempre parte delle pratiche quotidiane sin da quando ero giovanissimo.

Nelle arti marziali e nello yoga la capacità di superare i limiti che portano la persona fuori dal proprio benessere viene spinta al limite. In questo modo, il controllo individuale è più facile come lo è il dominio in ogni movimento.

La corretta gestione della respirazione è fondamentale ed è una delle basi delle arti marziali e dello yoga. La somministrazione di aria porta energia e forza. La meditazione viene effettuata anche in movimento. In questo modo, la concentrazione aumenta incrementando i risultati.

Il mantenimento di questo livello riduce le situazioni di stress che possono verificarsi in uno scontro. L'autocontrollo è sia fisico che mentale, e garantisce che una persona possa raggiungere il suo stato migliore. 

Giorno per giorno, il lavoro e le responsabilità personali, con la loro pressione, influiscono negativamente sul nostro equilibrio, dobbiamo imparare a liberare la mente e connetterci con noi stessi.

Cominciai a praticare Ashtanga Yoga la prima volta in un workshop nel 1998. Questa pratica ha cambiato (in meglio) molte cose delle mia vita e per questo gli sarò sempre molto grato. Compresi subito che era la pratica adatta a me, senza porsi troppe domande ma rispettando il detto di Sri K.Pattabhi Jois "99% pratica, l% teoria".

E' inevitabile però che gli studenti che si trovano ad affrontare un lavoro così impegnativo desiderino dei chiarimenti lungo il percorso. Spero che quello che segue possa essere utile a trovare se non tutte, almeno buona parte delle risposte che ognuno di noi sta cercando.


Vinyasa significa respiro sincronizzato con il movimento.

             ASTANGA YOGA MANTRAM

                OM

                  VANDE GURUNAM CARAVINDE

                  SANDARSITA SVATMA SUKHAVA BODHE

                      NlH SREYASE JANGALIKAYAMANE

                 SAMSARA HALAHALA MOHASANTYAI

                              ABAHU PURUSAKARAM

SANKHACAKRASI DHARINAM

SAHASRA SIRASAM SVETAM

PRANAMI PATANJALIM

OM

MI inchino e onoro i piedi di Loto del Maestro supremo che insegna il giusto sapere, mostrando la via per giungere a conoscere la grande gioia del risveglio del Sé; Egli è il guaritore della giungla, conosce come sconfiggere il veleno dell'ignoranza di un'esistenza condizionata.

L'Ashtanga Yoga, praticato nel rispetto dell'ordine della sequenza, porta gradualmente lo studente a riscoprire il suo potenziale a tutti i livelli dell'umana consapevolezza: fisico, psicologico e spirituale. Attraverso questa pratica, con una corretta respirazione (ujjayi), le posture (asana) e lo sguardo (dristi) si raggiunge il controllo dei sensi e una profonda consapevolezza. Praticando questa disciplina con rego- larità e devozione si conquista stabilità fisica e mentale.

Ashtanga significa letteralmente 8 livelli. Ouesti sono descritti da Patanjali come Yama (astinenza), Niyama (osservanza), Asana (pa- sture), Pranayama (controllo del respiro), Pratyahara (rinuncia dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione) e Samadhi (assorbimento totale, estasi).

Ashtanga Yoga


Prima serie o serie Primaria, "Yoga Chikitsa", è probabilmente la sequenza più dinamica delle sei serie che formano inga Yoga, e ha molte posizioni a terra caratterizzate da un vinyasa sia tra una posizione e l'altra, sia a destra che a sinistra. È chiaro che tutta questa dinamicità non può che determinare una salutare alterazione del battito cardiaco, un'abbondante sudorazione e, quindi, l'eliminazione di tossine nocive. Il respiro Ujjayi fa da filo conduttore di tutto il processo e il sangue si ossigena e purifica intensamente portando nutrimento a tutti i tessuti e agli organi interni. Gli effetti curativi non si fanno attendere e il praticante esperimenta abbastanza presto la maggiore leggerezza nei movimenti, il riequilibrio del peso, una maggiore scioltezza articolare e l'aumento di stamina (durata dello sforzo). Da qui il titolo Yoga Chikitsa .

Questa serie, permette: la pulizia, la tonificazione e l'allineamento del corpo e della mente. I canali energetici presenti nel nostro corpo sottile, nello yoga sono chiamati: "Nadi", in questi circola l'energia vitale chiamata: "Prana".

Lungo il percorso delle Nadi, per un'infinita varietà di ragioni, possono verificarsi dei blocchi energetici, chiamati: "Granthi" o nodi. I Ghanti, possono rimanere a noi nascosti fino a che, con la pratica iniziamo a scioglierci, possiamo quindi sentire qualche piccolo dolore che mette in evidenza questi blocchi, ma attraverso la pratica stessa, i Ghanti vengono liberati ed il Prana ricomincia a fluire liberamente facendo cessare il dolore. Per scoprire e sperimentare i profondi benefici di questa serie, è importante essere: fiduciosi, pazienti e determinati.

Ogni asana, in se stessa, è un accumulatore di energia.

Le pasture più impegnative della sequen-za diventano possibili solo perché si fanno in un certo ordine,  la sequenza è un percorso energetico, non esistono pasture impossibili,  ma bisogna giungerci per via energetica.

Ashtanga significa letteralmente 8 livelli. Ouesti sono descritti da Patanjali come Yama (astinenza), Niyama (osservanza), Asana (pa- sture), Pranayama (controllo del respiro), Pratyahara (rinuncia dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione) e Samadhi (assorbimento totale, estasi).


Vinyasa significa respiro sincronizzato con il movimento.

Il respiro è il cuore di questa disciplina e collega una postura all'altra con un ordine ben preciso. Sincronizzando il movimento con il respiro e praticando il Mulabandha e l'Uddiyanabandha (chiusure), si pro- duce un intenso calore interno. Questo calore purifica i muscoli e gli organi facendo espellere le tossine nocive e diffondendo nell'organi- smo gli ormoni benefici e i sali minerali che possono nutrire il corpo massaggiando il nostro sudore sulla pelle. Il respiro regola il vinyasa ed assicura un'efficiente circolazione del sangue. Il risultato è quello di un corpo forte e leggero.


Un aspetto molto più importante è quanto afferma Sri K. Pattabhi Jois nel suo libro Yoga Mala3, ove si evidenzia come in molti testi della tradizione Yoga venga data una grande importanza a un corpo e a una mente sani, i quali soli possono poi permettere il lungo percorso del purusha (spirito) verso l'autorealizzazione. Un corpo malato nel fisico e nella mente difficilmente potrà avere la forza giusta per proseguire sul sentiero dello Yoga.

Quindi nell'Ahtanga Yoga  lavorare prima col corpo per arrivare poi alla mente e quindi allo spirito.

Rinforzare il corpo attraverso gli asana, purificandolo attraverso il Pranayama, il quale ha inoltre la funzione specifica di allungare l'energia vitale attraverso il controllo del respiro. Notare che la traduzione del termine Yoga, data da Pattabhi Jois nel testo citato, non è solo "unione", come ci si potrebbe aspettare, ma bensì "sentiero", "percorso".

Gli asana lavorano per lo più sull'aspetto fisico, il pranayama sull'aspetto energetico, mentre i mantra lavorano sul corpo sottile penetrando in profondità nel mentale.

Secondo lo Yoga tantrico, il corpo fisico (Annamaya-kosa) è formato di vene, arterie e canali linfatici ed è controllato da una sistema nervoso formato da nervi e gangli, -kosa) su di un piano più sottile andandosi perfettamente a sovrapporre a esso in corrispondenza di ogni nervo, quasi fosse un vero e proprio campo di energia.

I nervi trovano perciò una loro corrispondenza in particolari correnti, o canali di energia, detti e i gangli nervosi trovano una loro perfetta corrispondenza in particolari "ruote di energia dette Chakra. 

I canali di energia sarebbero innumerevoli (lo Hatha Yoga Pradipika parla di  di 72.000 Nadi) e avvolgerebbero tutto il corpo; di questi canali, tre vengono considerati basilari: IDA, collocato sul lato sinistro della colonna vertebrale, PINGALA, collocato alla sua destra e il canale SUSUMNA , collocato al centro in corrispondenza della colonna vertebrale (Merudanda).

Qualunque sia la loro rappresentazione iconografica, il viene sempre identificato come il canale attraverso il quale passerebbe l'energia lunare (Tha), negativa, fredda e il cui percorso partirebbe dal testicolo destro ra Chakra) fino alla narice sinistra hakra). Il canale Pingala, al contrario, sarebbe percorso dall'energia solare (Ha), positiva e maschile e partirebbe dal testicolo sinistro (o lato destro di ra Chakra), per arrivare alla narice destra (o lato destro di hakra).

Ci sono 3 serie di sequenze nel sistema dell'ashatanga Yoga. La prima serie (Yoga Chikitsa) elimina le tossine e allinea il corpo. La serie intermedia (Nadi Sodhana) purifica il sistema nervoso attra verso l'apertura e la pulizia dei canali di energia.

Le serie avanzate A - B - C - D (Stira Bhagah Samapta) integrano la forza e la grazia della pratica e richiedono un alto livello di flessibilità e umiltà.

Ogni livello deve essere del tutto stabilizzato per passare a quello successivo e l'ordine della sequenza delle pasture deve essere meticolosa- mente rispettato. Ogni pastura è una preparazione per quella successi- va sviluppando la forza e l'equilibrio necessari per andare avanti.

La cosa bella di questa pratica è che comunque ad un certo punto ti invita ad affrontare le tue paure.

ed è importante conoscere l'insegnante e fidarti, ci sono delle posture che ti mettono davanti ai tuoi blocchi profondi. Per esempio ci sono posture difficili, come Kapotasana, di cui uno può avere paura. Provare un vero e proprio blocco. Uno è costretto a chiedersi "Ma paura di cosa?" Questa pratica ti mette a nudo davanti a tutto.

Nell'Ashtanga Yoga è sempre presente il rischio che qualcuno si faccia male perché la pratica è talmente bella che si vuole andare sempre avanti, non rispettando i tempi. Anticamente il maestro, quando insegnava al principiante, gli faceva eseguire soltanto il primo saluto al sole.  Ci sono delle persone che corrono troppo, e così si fanno male.

Siamo noi che ci danneggiamo, non è lo yoga.

Ci facciamo male solo perché corriamo troppo. Se seguo un insegnante che sa quello che fa, e anche se dovessi sentire del dolore, so che si tratta di un dolore passeggero, che porta a un'apertura.

La pratica non ha un effetto solo sul corpo, ma anche sulla mente.



Più lo fai più capisci che l'importante non è la destinazione ma il viaggio.

lo yoga non è come nello sport, dove bisogna vincere.

Non esiste il concetto di "bravo". Non si è più "bravi", possiamo dire "abbiamo più esperienza". l'ego è una delle prime cose con cui ci si confronta all'inizio della pratica.

Una volta a Kovalam (India) ha detto "ben venga l'ego", come a dire che uno non deve cercare di distruggerlo. Anzi, all'inizio l'ego è stata una specie di molla.

All'inizio i principianti entrano in competizione con gli altri ma è un percorso da compiere individualmente.

Quindi l'ego monta, monta, monta e poi lo stronchi quando e solo perché l'hai conosciuto.

Le posizioni, la resistenza e la pratica continua di queste arti rendono il corpo più flessibile. Col passare del tempo l'elasticità aumenta e con essa la capacità di muoversi. Bisogna lavorare su ogni muscolo mantenere efficiente il nostro sistema nervoso.

Le arti marziali e lo yoga sostengono l'importanza del rispetto, dell'equilibrio personale e dello sviluppo del corpo condividendo molte posizioni per l'allenamento quotidiano.

I principi prevalenti di queste discipline sono l'umiltà, la tranquillità e il rispetto per il corpo. Oltre alla preparazione fisica, queste arti implicano un forte lavoro spirituale; in effetti questi esercizi ci permettono di acquisire strumenti per essere in grado di allontanarsi dall'ego e osservarsi dall'esterno. Queste discipline ("quando praticate con serietà e continuità", sono in grado di modificare la personalità e cambiare le attitudini in modo significativo.

Lo scopo principale è diventare persone forti, fisicamente e mentalmente. degli esseri umani sicuri di se stessi e della propria capacità di interagire nel mondo. L'identificazione delle debolezze e dei punti di forza permette di capire gli altri. Le differenze esistono e devono essere accettate dando loro il giusto valore. Per raggiungerlo, è necessaria un'elevazione spirituale.

La pratica delle arti marziali e dello yoga condivide queste basi essenziali per lo sviluppo umano. Da un lato, di fronte ad un attacco fisico; ma anche per altri problemi mentali che ci danneggiano in silenzio. La perdita di memoria, lo stress, l'insicurezza possono essere prevenuti controllando le emozioni